Comunemente era chiamata “sagra” la festa profana collegata ad una festività religiosa solitamente dedicata al santo patrono.
A Borgomeduna nel 1952 fu costruita la prima chiesa ad opera della Parrochia di San Marco e la “sagra” fu collocata a novembre in occasione della festività della Madonna della Salute.
La prima processione per le vie del borgo avvenne nel 1953 continuando senza interruzione fino ai tempi odierni : quest’anno sarà la 61.ma edizione.
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Foto dall'archivio di Benvenuto Sist |
Parallelamente anche la sagra si arricchì di iniziative . Nacque la pesca di beneficenza per le opere parrocchiali. Venne innalzato il palo della cuccagna per la scalata del quale si cimentavano i giovani del quartiere, soprattutto i “coscritti”, quelli cioè che nell’anno avevano fatto la visita per il servizio militare obbligatorio. I premi erano donati dalla gente del borgo ed erano prevalentemente salami polli e selvaggina.
Molte volte sono state presenti anche le tradizionali giostre e negli ultimi anni l’indimenticabile suor Rosette ne approfittava per portarvi i piccoli dell’asilo sapendo anche di fare un’opera buona nei confronti del giostraio che aveva moglie e figli.
Mentre la festività religiosa procedeva , la “sagra” invece si è andata progressivamente spegnendo, un po’ perché l’aria del dopo Concilio tendeva a separare il sacro dal profano ma soprattutto per il periodo dell’anno notoriamente inclemente dal punto di vista meteorologico.
Chiuso questo “amacord” che ci permette di “misurare “ il variare delle consuetudini veniamo all’oggi.
Con la costruzione del nuovo oratorio la “sagra”, o meglio la festa, è rinata nel giugno 2006 a chiusura delle attività dell’anno e in apertura delle attività estive rivolte ai ragazzi.
Oltre alla parrocchia, ne va dato merito ai dirigenti e associati della Associazione Borgo Meduna per aver saputo far crescere “Borgomeduna in festa” coinvolgendo a vario titolo molte persone e ragazzi che oggi costituiscono un gruppo rodato . Dagli anni cinquanta del secolo scorso le modalità organizzative sono ovviamente cambiate , ma lo stile e la motivazione sono rimasti gli stessi: lavorare con e per la comunità parrocchiale e del quartiere, in uno spirito di comunanza.
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Dal Messagero Veneto del 20 giugno 2006 |
Non manca certamente il pranzo comunitario , un sabato con la tradizionalissima polenta, salsiccia e costa cotti alla griglia, la tombola e la musica: insomma un po’ di sobria serenità che di questi tempi non guasta. Per chi vuole anche fare un breve tuffo nel passato e tornare per un attimo al come eravamo può visitare una mostra di splendidi abiti da sposa dell’ottocento e una esposizione di foto del novecento di luoghi e volti del borgo. Per chi ancora non li avesse, saranno disponibili i recenti i libri pubblicati sul borgo con relativi CD di immagini.
Per chi invece vuole pensare al futuro c’è la pesca di beneficenza a favore della scuola materna ma, soprattutto, una mostra di primi piani dei bambini che la frequentano. Volti e sguardi pieni di domani: una salutare iniezione di speranza e una incoraggiante sferzata di ottimismo per tutti gli adulti.
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